CHIRURGIA ESTETICA | SENO

Mastoplastica
additiva

L'intervento di mastoplastica additiva


La mastoplastica additiva è uno degli interventi chirurgici che più mi richiedono per migliorare dimensioni e aspetto del seno.
L’obiettivo è quello di avere un risultato naturale al tatto e alla vista.

1Come si svolge l’intervento?
Si tratta di una procedura della durata di circa 1 ora e mezza che può anche essere effettuata in regime di Day-Surgery.
La mastoplastica additiva non è un intervento doloroso ed è svolto in anestesia generale o locale con sedazione profonda.
Il fastidio avvertito nel post-operatorio è assolutamente gestibile.
2Com’è il post intervento?
È consigliato un periodo di riposo quasi assoluto solo per le prime 24/48 ore dall’intervento. La paziente potrà poi tornare gradualmente alle sue attività.
Dopo una settimana è possibile tornare a lavorare se si tratta di una professione che non comporta sforzi degli arti superiori.
Per svolgere attività fisiche più intense occorre attendere almeno un mese.
Per quanto riguarda i drenaggi, personalmente li inserisco per circa 48 ore. Li ritengo importanti soprattutto se la protesi è in posizione retromuscolare perché, nonostante un’attenta coagulazione, un piccolo quantitativo di sangue può comunque addensarsi nella mammella nelle prime ore post-intervento. A tal proposito il drenaggio rappresenta l’unico presidio sicuro in grado di evitare la formazione di ematomi.
È consigliato l’utilizzo di un reggiseno contenitivo per 20 giorni circa.
3Quanto dura il risultato?
Le protesi di nuova generazione permettono un risultato definitivo.
È opportuno ricordare che potrebbe raramente sopraggiungere una futura intolleranza alle protesi che può dipendere da predisposizione personale, dalle protesi utilizzate e dal tempo trascorso dall’intervento chirurgico.


GRAVIDANZA


L'intervento di mastoplastica additiva dà problematiche in gravidanza?

No. In presenza di impianti protesici la donna può normalmente sottoporsi a tutti gli esami diagnostici del seno così come può avere una gravidanza normale e allattare poiché le protesi non interferiscono in alcun modo.

Come vengono posizionate le protesi?


L’ingresso delle protesi dove poi saranno presenti le cicatrici può avvenire attraverso il solco sottomammario, a livello del cavo ascellare o sul bordo inferiore dell’areola mammaria. Effettuo questa scelta dell’ingresso insieme alla paziente. Le protesi mammarie possono essere impiantate dietro la ghiandola (sottoghiandolari) o dietro la ghiandola e il muscolo grande pettorale (cosiddette sottomuscolari).
L'impianto retroghiandolare, scelta effettuata in caso di mammella già ben rappresentata, permette una convalescenza più veloce e con meno fastidi; scelgo il posizionamento retromuscolare parziale o totale in caso di un seno poco sviluppato (questa tecnica rende l'esito più naturale e stabile).
C'è infine la tecnica Dualplane, una tecnica mista che mi permette di utilizzare sia il piano retroghiandolare che quello retromuscolare, sfruttando così i vantaggi di entrambi.

Protesi tonde o protesi a goccia?

Non c’è un’unica risposta. Generalmente una protesi a goccia fornisce un aspetto più naturale al seno rispetto a una di forma tonda. La scelta di una protesi tonda può essere legata all'assenza di rotazione dell’impianto mammario dopo l’intervento (evento però assolutamente raro).

Tale complicanza è spesso dovuta a una cattiva gestione della paziente nelle settimane successive alla mastoplastica additiva (sforzi eccessivi e prematuri, attività fisica troppo intensa).

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